LE GRIGNE

Patria di miti e favole, i cantori locali hanno cucito attorno alla Grigna (cioè la vetta più alta – Grigna Settentrionale) la leggenda che guarda al monte come un’antica Guerriera.

“Una guerriera cattiva, che fece uccidere da una sentinella il cavaliere che veniva a manifestarle il suo amore. Per punizione per questo misfatto, Dio trasformò la guerriera crudele nella Grigna e la sentinella nella Grignetta”.

UTLAC38 percorre i sentieri arcigni di entrambe queste montagne.

Da secoli territorio di escursioni, sulle Grigne sembra ormai accertata perfino la presenza del genio Leonardo Da Vinci, il quale inserì la descrizione di questo territorio addirittura nel suo “Codice Atlantico”.
Patria delle escursioni dei patrizi milanesi nell’Ottocento, i Piani Resinelli diventarono la base per le escursioni durante i fine settimana. Una spinta verso le montagne che nell’epoca della rivoluzione industriale rappresentò una valvola di sfogo per le masse di operai che il lunedì mattina ritornavano nelle fabbriche con l’umore ben diverso da quella che era l’usanza del tempo di passare l’intera giornata della domenica nelle abbruttite osterie cittadine a mangiare e bere per ore e ore. Fiutando il beneficio fisico e di dedizione al lavoro che avrebbe portato, una cordata di imprenditori di quel tempo fece costruire il Rifugio Porta, il primo rifugio della zona, nonché porta d’accesso alle meraviglie delle Grigne. Tra gli imprenditori che foraggiarono la costruzione ci furono titolari di brand oggi noti a tutti: Motta, Campari, Pirelli, Hoepli, Branca.
Poi, si avviarono le costruzioni degli altri rifugi, tutt’oggi ancora in attività, come il Rosalba, il Brioschi, il Pialeral. Basi d’appoggio per le prime conquiste della pareti rocciose da parte dei pionieri.

La Grande Guerra passò come un rullo compressore sugli animi degli amanti della montagna, e tutti coloro che avevano frequentato le Grigne nel decennio precedente, partirono per il fronte, con la speranza di non sparare ad altri alpinisti nemici.
Il ritorno alla vita ha segnato l’era del grande alpinismo, con i lecchesi che conquistarono in pochi anni tutte le guglie e le pareti delle Grigne, grazie a nomi noti come Cassin, Ratti, Esposito, Dell’Oro, e molti anni.
Un’altra guerra arrivò a fermare l’evoluzione alpinistica, e questa volta – su montagne che nella guerra precedente non erano state teatro di combattimenti da trincea come accadde invece nelle Dolomiti - le Grigne diventarono l’arena di lotte partigiane e incursioni aeree nemiche.

Il risveglio dalla guerra fu vissuto come un ritorno alla vita, e tornarono anche gli alpinisti e gli escursionisti. Le Grigne diventarono il teatro d’azione di alpinisti giovani e forti come Walter Bonatti, Carlo Mauri e Casimiro Ferrari, che fecero delle montagne di casa il luogo di predestinati per cui oggi Lecco è conosciuta; un vivaio di rocciatori che portarono il nome della Grignetta in tutto il mondo.

Le Grigne oggi sono un luogo ancora incontaminato, una roccaforte tra l’acqua del lago e il blu del cielo, in cui ci si può ancora immergere nella wilderness, a pochi chilometri dalla grande metropoli, che nelle giornate di cielo terso si riesce perfino a vedere dalle sue cime.
Su queste vette ci sono numerosi sentieri, di varie difficoltà, sia traversate basse ai piedi delle montagne, sia sentieri più complessi che transitano dalle sue cime. Su questi sentieri si svolge il percorso della UTLAC38.

I RIFUGI

Rifugio SEL
1277 metri

Albergo ristorante che sorge nel piazzale delle Miniere, nello stesso complesso del grattacielo. Comodamente raggiungibile in auto, oppure come meta a se stante seguendo il sentiero che da Laorca sale ai Resinelli.

Periodo di apertura: tutto l’anno.
Contatti: +39 331 5646994 o +39 340 9162219
@: rifugiosel@live.it
Proprietà: SEL Società Escursionisti Lecchesi.
Gestione: Roberto e Jenny
Posti letto: 25

Raggiunto il piazzale all’ingresso dei Resinelli, proseguire sempre dritti passando per la strada a sinistra della chiesetta, e seguirla addentrandosi nel bosco e aggirando il Roccolo dei Resinelli. Poco dopo si sbuca sul piazzale dell’inconfondibile grattacielo, dove si parcheggia.

Rifugio Rosalba
1730 metri
Il rifugio più ambito e rinomato della Grignetta. Sorge sul Colle Pertusio, in posizione ottimale per godere di quello che molti ritengono sia il miglior panorama (da un rifugio) della sponda orientale del lago di Lecco. Il rifugio è la base di partenza per la Cresta Segantini, ma è anche passaggio ideale per i sentieri per la Grignetta o per le traversate. Infine, gode di ottima posizione per affrontare le varie arrampicate sulle torri rocciosi di questa parte di montagna.

Periodo di apertura: da aprile a novembre.
Contatti: +39 0341202383
Proprietà: CAI Sezione di Milano.
Gestione: Mattia
Posti letto: 20
Località di partenza: ex rifugio Alippi
Quota di partenza: 1148 m
Dislivello: 582 m
Tempo di percorrenza: 2 ore
Difficoltà: E (Escursionistico)
Segnaletica: segn. n°9

Dal parcheggio all’ingresso dei Piani Resinelli si prosegue fino alla chiesetta, per poi salire a destra prima di essa per una strada in salita. Poi questa diventa piana e piega a sinistra, scendendo poi a tornanti e portarsi poi fino all’edificio dell’ex Rifugio Alippi. Parcheggiata l’auto si sale a piedi lungo la via delle Foppe fino a quando la strada termine e fa spazio al sentiero che si addentra nella faggeta. Ad un’ultima casa (bivio) salire a destra nel bosco e proseguire per sentiero che in saliscendi porta nel fondo della Val S’Cepina. Risalire per un ripido tratto sul lato opposto e proseguire lungamente in costa (saliscendi e passando anche dentro lo stretto canale del diavolo) fino a raggiungere un bivio col “sentiero dei Morti”. Lasciare questa indicazione e proseguire ancora verso ovest, per poi piegare a nord-ovest e salire fin sotto il Torrione del Pertusio che spunta dai prati omonimi. Il sentiero prosegue verso destra e raggiunge una piccola sella, dalla quale si risalgono a tornanti i pendii prativi finali che conducono al colle del Pertusio e al rifugio.

Rifugio Antonietta al Pialeral
1428 metri

Il rifugio sorge su un poggio panoramico alle pendici del vasto versante sud est del Grignone. Da questo rifugio, ubicato nel gruppo di baite del Pialeral, si segue il sentiero classico che sale alla cima del Grignone e al rifugio Brioschi. Frequentato come meta escursionistica a sé stante da molti escursionisti.

Periodo di apertura: dai primi di Luglio a metà Settembre e durante le festività natalizie.
Contatti: + 39 0341955462
Web: www.rifugioantonietta.it
Proprietà: Fam. Dario Pensa.
Gestione: Dario Pensa
Posti letto: 35
Località di partenza: Balisio (Chiesetta del Sacro Cuore)
Quota di partenza: 882 m
Dislivello: 546 m
Tempo di percorrenza: 1 ora e 45 minuti
Difficoltà: T/E
Segnaletica: segn. n°31

Dal colle di Balisio raggiungere l’Alvaland e (per chi proviene da Lecco) poco prima di raggiungerla entrare a sinistra in una stradina sterrata e proseguire lungamente per essa fino alla Cappelletta del Sacro Cuore, dove si lascia l’auto.
Si sale ora a piedi imboccando subito una ripida stradina dissestata che sale nel bosco, in direzione nord-ovest. Si prosegue per essa superando le baite che si incontrano fino ad entrare nel sentiero , sopra Cascina Marcotelli. Per traccia sempre evidente si sale nel bosco fino a sbucare ai prati al suo termine, che si seguono fino allo stagno oltre l’Alpe Cova. Imboccare quindi una stradina in cemento se seguirla brevemente al rifugio.

Rifugio Brioschi
2403 metri

Forse il rifugio più noto e ambito delle Grigne. Sorge a pochi passi dalla cima della Grigna Settentrionale ed è meta di escursionisti che raggiungono la sommità dai numerosi sentieri che qui arrivano a tutti i versanti, sia che partano dalla Valsassina sia dal lago di Lecco. In questo caso, essendo il rifugio sulla vetta in cui tutti i sentieri confluiscono, nella descrizione dell’accesso viene inserito solo il sentiero classico, lasciando spazio alla descrizione dei vari itinerari man mano che si presentano.

Periodo di apertura: tutto l’anno, in inverno solo nei weekend.
Contatti: +39 0341910498 e +39 328 8647386
@: info@rifugiobrioschi.com
Web: www.rifugiobrioschi.com
Proprietà: CAI Sezione di Milano
Gestione: Alex Torricini
Posti letto: 26
Località di partenza: Rifugio Antonietta al Pialeral (1428 metri)
Quota di partenza: 1428 m
Dislivello: 975 m
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
Difficoltà: E
Segnaletica: segn. n°33

Raggiunto il rifugio (dopo un comoda passeggiata di 1 ora e 45 minuti) si seguono le indicazioni verso nord-ovest superando la Foppa del Masone fino a un bivio. Salendo a sinistra si percorre il bel sentiero lungo tutta la Foppa del Ger, passando quindi sotto le pareti della bastionata soprastante. Oppure, seguendo il sentiero di destra, si sale lungo la dorsale di Cant (quindi a monte della bastionata) fino a dover poi attraversare a sinistra fino al culmine della Foppa di Ger, dove giunge anche il sentiero della prima opzione. Le difficoltà non cambiano molto. A voi la scelta!
Da questo punto di giunzione, si prosegue verso sud-ovest in direzione della già ben visibile Bocchetta della Bassa, salendo lungo l’ampio pendio fino a raggiungerla (2144 metri). Sulla Bocchetta è presente anche il Bivacco Merlini. Dalla bocchetta segue tutto il crinale erboso superiore con bella traccia passando per la Bocchetta di Releccio (2263 metri) e raggiungendo poi il rifugio Brioschi e la cima della Grigna Settentrionale.

Rifugio Bogani
1816 metri

Il rifugio è ubicato in un piano prativo, in mezzo al rado bosco di larici al culmine della Valle dei Molini. Poco distante al rifugio ci trovano i resti della Capanna Moncodeno, nota per essere il primo rifugio costruito nelle Grigne (datato 1881) e distrutto da una slavina nel 1897. Il rifugio è meta escursionistica e punto di passaggio per raggiungere la vetta del Grignone e la Cima del Palone.

Periodo di apertura: tutti i giorni da fine giugno a fine settembre; il resto dell’anno nei fine settimana e nei festivi.
Contatti: +39 368 3527021
@: info@rifugiobogani.com
Web: http://www.rifugiobogani.com
Proprietà: CAI sezione di Monza
Gestione: Famiglia Buzzoni
Posti letto: 40
Località di partenza: Cainallo
Quota di partenza: 1440 m
Dislivello: 376 m
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti
Difficoltà: E
Segnaletica: segn. n°25

Raggiunto il Cainallo proseguire lungo la strada che si addentra nel bosco e transita a ridosso della Val Cino fino a raggiungere l’ampio parcheggio dissestato dove si lascia l’auto.
Si prosegue piedi per il sentiero, che procede nel bosco a saliscendi lungo la costa boscosa del Grumellone fino a un bivio. Tralasciare il sentiero che sale ripido a destra (segn. n°24 per Bocchetta di Prada e il rifugio Bietti), ma proseguire invece dritti nel bosco, in direzione est. Si scende al fondo del valloncello delle Lavinie e risalire sul versante opposto fino all’Alpe Moncodeno (1680 metri). Da qui per rado bosco alternato a belle radure erbose si raggiunge il rifugio.

IL LAGO DI COMO

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